CHI DICE DONNA DICE DOLORE… SE LALLERO!!! (Tipica locuzione romana sinonimo di “ma che stai dicendo?!”)

Non so tu, ma io non mi sono mai arresa al dogma della sofferenza, quello secondo cui se siamo nate donne siamo condannate a struggerci perennemente e a condurre una vita di dolore e sacrifici.

Mi spiego meglio.

Che la vita con le sue esperienze, i suoi colpi bassi, i suoi stravolgimenti ci metta, talvolta, a dura prova è innegabile, (basti pensare alla recente pandemia…) ma che siamo nate per soffrire non ci credo, non ci credo proprio. 

Vita al femminile uguale a dolore?

Da secoli, all’interno di questa società patriarcale appare normale che la nostra vita sia afflitta da tribolazioni di vario genere. Hai fatto caso, per esempio, che tutto ciò che riguarda i genitali femminili è spesso accostato al dolore?

Le mestruazioni sono dolorose; i rapporti sessuali sono dolorosi; la “prima volta” è dolorosa – con annesse leggende splatter che hanno perseguitato intere generazioni. Della menopausa poi nemmeno a parlarne!

Sembra che l’universo femminile debba essere costellato di afflizioni e sofferenze lungo tutto l’arco della vita, ma non concordi con me che questo modo di pensare sia decisamente deleterio, disfunzionale e che sia ora di ribaltare certe convinzioni? 

Il dolore è tutt’altro che normale

Come ormai molti professionisti ci tengono a far comprendere, il dolore non è mai normale, è comune, ma non è normale. Se è presente significa che qualcosa non va e che merita di essere ascoltato ed indagato. 

Una volta escluse le cause organiche, la maggior parte dei disturbi che si manifestano con sintomi fisici affondano le loro radici in cause emotive o psicologiche.

Nodi mai sciolti, vissuti sgradevoli o addirittura traumatici, difficoltà di relazione con se stesse e con gli altri rappresentano l’origine di tanti disagi che riguardano anche gli aspetti più intimi, affettivi e sessuali. 

Alla base di questi meccanismi spontanei, in cui il corpo esprime cose che noi non vogliamo affrontare o di cui non siamo consapevoli, ci sono delle credenze malsane con cui siamo cresciute.

Quello che ci hanno raccontato le nostre nonne

Pensa:

  • ai discorsi di nonne, madri e zie che consideravano le mestruazioni come un tabù, un pericolo o un flagello che si abbatte su di noi ogni mese.
  • alla stigmatizzazione della sessualità in toto, dai primi approcci adolescenziali fino agli schemi entro i quali, secondo alcuni, dovremmo rimanere incanalate anche da adulte.
  • a come l’espressione del femminile sia stata tarpata, o travisata o ipersessualizzata nel corso del tempo.

La maggior parte delle malattie o disagi che viviamo, hanno dei significati profondi che facciamo fatica ad elaborare o che non riconosciamo proprio. La storia delle donne è da sempre stata castigata e violata, questa memoria ce la portiamo tutte dietro, come in un’eterna catena di uteri gli uni collegati agli altri.

Devi essere tu a decidere come vivere

A partire da oggi, ricordati che ogni sintomo che si manifesta è un richiamo ad occuparti di te e della tua interiorità. Quella dei genitali è una parte del corpo strettamente connessa alle emozioni e all’identità personale ed è bene che d’ora in avanti sia tu stessa a decidere come vuoi vivere e in cosa vuoi credere.

Diamoci il permesso di stare bene

Ti è utile pensare che sei nata per soffrire in quanto donna? Oppure puoi darti finalmente il permesso di credere che meriti di stare bene? 

Proprio grazie alla tua femminilità come puoi vivere al meglio la tua vita?

Claudia – Il Punto C