Al macero tutte le bilance! Ho deciso: butto via la pesapersone e faccio spazio in bagno.
Il rapporto con questo oggetto è sempre andato a periodi alternati. Più di odio che amore. Ammetto senza remore.

Quando c’erano le vecchie bilance, con la scusa che non fossero perfettamente tarate, veniva facile giocare col chilo in più o in meno. Ma è con l’avvento delle digitali che nasce il dramma. Queste pesano anche i grammi quindi: occorre salirci sopra solo in mutande, stare attenta a non avere il mollettone in testa e togliere occhiali, anelli o collanine per non alterare il peso. Mica si scherza!

Ricordo un periodo, durato un paio di mesi circa, qualche anno fa di dieta chetogenica. Ferrea, nessuno sgarro consentito e la gioia nel vedere il peso scendere quasi ogni giorno. A pensarci mi viene in mente uno di quei film di addestramento militare. Ma davvero ho fatto una roba simile?

Che poi, si, ci sta che una si veda e si senta meglio, ma, se penso che all’aperitivo con le amiche mi sono portata le mie chips e, ho potuto bere solo una cosa analcolica, insapore e inodore. Daiiii! Si può vivere sempre così? Anche no. Oltretutto per una che mai è stata filiforme e adora bere e mangiare in compagnia.

Infatti, per un pochino ho resistito, salvo poi.. Parliamone. C’è di buono che col primo lockdown, ho iniziato a fare palestra sul serio. Ogni singolo giorno qualcosa di nuovo. On line certo ma, o così o pomì, e, quindi ci ho dato dentro. Forse una delle poche cose positive, in senso lato, del momento.

Adesso ho un punto vita. Appena accennato certo, ma, ho perso la forma di parallelepipedo che mi caratterizzava. Insomma, niente da recriminarmi. D’altra parte i miei 60 anni ci sono tutti e, dopo quella volta, mi sono riproposta di dire basta alle diete.

Certo.

Fino a ieri.

Cosa mi sia saltato in mente poi di risalire sulla bilancia lo so solo io. Un bel più 4 chili dall’ultima volta. Parolacce a manetta e incazzatura a mille.

Accidenti a me, alle patatine, alla pizza e anche a quella birretta sul divano mentre mi guardavo la serie dei Bridgerston. Poi le torte, la pasta e i pancake al cioccolato. Lo so che devo star lontana dalle porcherie, lo so da me che le patatine vanno tutte sul sedere, che la birra gonfia e che tutto il resto, dai, lasciamo stare.

Pensavo, povera me, che ammazzarmi di camminate veloci e di pilates e workout metabolico, mi potesse permettere di sgarrare.Povera illusa!

E quindi? Due giorni due di muso incazzoso. Amiche chiamate d’urgenza ad ascoltare le mie paranoie, marito che appena vista la mia faccia è uscito per rientrare il giorno dopo. Un incubo. Un chilo, toh, due ci stanno ma quattro sono l’anticamera della fine.

E poi? Non so come sia successo ma stamattina mi son fatta forza e sono risalita sulla bilancia. Giuro che non ho fatto niente di che in due giorni oltre a tenere il muso col mondo ma, il peso è rientrato. Nel senso che non sono a più quattro ma “solo” a più due. Vabbè, due e mezzo.

La paranoia c’è ancora e sarà dura da gestire. Hai voglia a dire di accettare il tuo fisico, la tua figura. A dire il vero, mai stata meglio di così.

Quindi per colpa di un accidente di numero devo campare male? Anche no grazie. Rimuovo il problema alla radice e al macero tutte le bilance. Basta, non mi fregano più.

Però poi, che dite, quel pacchetto di patatine lo do al gatto?