Ho fame di sale e sete di mare.

Ho fame di sale e sete di mare e voglia di vento e di piedi nudi sulla sabbia.

Stanotte ho sognato una spiaggia, anzi, la mia spiaggia. Il mio rifugio.

La mia casetta dei sogni, quella sopra la scogliera con vista mozzafiato sulla baia, le finestre blu come il cielo di marzo dopo la pioggia, e, sul retro, l’orto con le siepi di rosmarino profumato.

Il risveglio è stato traumatico. Il sole filtrava già attraverso le fessure della persiana e, con un po di fantasia, avrei anche potuto pensare di essere la.

Peccato.

Già, peccato. Sono, come sempre, nella mia casa di ragazza di città. Immersa nel verde si, ma, pur sempre, un verde cittadino. Nessuna terrazza vista mare, ne sentieri per la spiaggia, ne, tantomeno, profumo di erbe selvatiche.

Per fortuna, e qua devo rendere grazia alla mia veneranda età, la musica come ogni giorno è arrivata in mio soccorso. Musica magica, quella, per intenderci, che acchiappa tutte le vibrazioni positive e va a formare uno scudo di protezione contro i draghi. Perchè a Milano ci sono i draghi secondo voi? Si. E sono molto brutti. Fidatevi, girano in metropolitana camuffati da esseri umani. Fate attenzione mi raccomando!

Comunque, draghi a parte, bastano dieci minuti, e, la giornata, prende subito un’altra piega, nonostante tutte le incombenze e le faccende. Fino a che, ovvio, vedo, riflesso nello specchio super illuminato del bagno, un volto con le occhiaie e i capelli raccolti in un codino spettinato.

Altro che musica magica e scrub e siero illuminante. Ci vorrebbe, certe mattine, un vero e proprio miracolo.

La fame di sale e la sete di mare persiste e nemmeno la colazione principesca le fa passare.

E’ un tipo di fame e di sete che non passa mangiando pancake ne bevendo un tè. Il che, a pensarci meglio, è solo un bene. Immaginate decine di pancake sul giro vita. Altro che voglia di sale poi. Chilometri macinati al parco, litri di tisana e niente dolci a merenda per i secoli a venire.

Ho idea che, sta voglia, me la devo far passare, almeno per un po.

Riguardo le foto che, gentilmente, il cellulare mi ricorda mentre sgranocchio un gambo di sedano. Certo che, come alternativa, il vegetale è tutto un programma. Per non parlare delle foto. Belle per carità, ma pur sempre foto.

L’importante è, saper mettere in un angolo e tenere a bada la voglia. Magari, domani, questa fame e questa sete passeranno, o forse no.
Catia