Se potessi scegliere, mi piacerebbe rinascere gatto.

Anzi gatta. 

Un gatto femmina, con una bella  pelliccia folta, bianca con  striature fiammanti, occhi verde bottiglia dal leggero taglio orientale, penetranti e profondi come solo quelli dei gatti possono essere.

Adoro i capelli rossi, da sempre. Rosso che, almeno per un gatto, è un colore facile da portare mentre per noi umane è un pochino più complicato.

Nessuno guarda stranito un gatto rosso, o si permette di chiamarlo “pel di carota”.

E poi la fierezza con cui un gatto, anzi una gatta, indossa il colore della sua  pelliccia,  l’avete vista da vicino? Una cosa da invidia.

Desiderio nascosto , nemmeno troppo bene, di cambiamento radicale il mio? Chissà, tutto può essere. Certo è, che mi piacerebbero davvero dei bei capelli color rosso fiamma, da portare spavaldamente. Un colore che la mia parrucchiera di fiducia si rifiuta di farmi nonostante una certa insistenza. Chissà perchè poi.

Dice, lei, che il colore della  mia pelle, si abbina male con il rosso, e, in effetti, ma questo lo aggiungo io, anche i miei outfit, non ci azzeccano una cippa. Troppo lavoro modificare tutto alla mia età per cui me ne faccio una ragione e accetto il fatto di essere rossa nell’animo e castana fuori.

Due fazioni comunque forti, che convivono a turni per evitare di fare a cazzotti fra di loro. L’indole guerriera della mora naturale contro quella della rossa incazzosa e ribelle. E con questa metafora del gatto metto finalmente fine a tante seghe mentali circa la mia dualità.

Pensavo fosse una sorta di bipolarismo e, forse, è vero, oppure ci sono davvero due me dentro un’unica mente. D’altra parte vi ricordate il romanzo di Pirandello  “Uno, nessuno e centomila”? Ecco io mi fermo a uno, nessuno e due. Meno esosa, in pratica, anche se fa strano a pensarci bene. Come si può essere contemporaneamente due persone diverse?

Più che altro però, mi chiedo come si possa essere sempre e solo una persona invece, un solo modo di pensare, di essere, di fare. Noioso no?

Parlando con un’amica stilista che, mi chiedeva come fosse il mio stile ideale, è uscito che mi piace l’idea di   una signora  con una giacca con le frange. Avete presente quelle giacche da motociclista di film  americani, con una striscia di frange sulle maniche e dietro la schiena?
Ecco una giacca così indossata su un tubino, un paio di tacchi e i capelli rossi sciolti sulle spalle e sarei una donna felice.

C’è poco da fare, la normalità ha smesso di far parte del mio essere da qualche tempo. La voglia di trasgressione è sempre più evidente ed è il risultato dell’età. Così mi han detto.

Tutto sommato tornare a vivere sotto forma di felino, animale fiero, indolente, pigro ma sempre pronto all’azione è un modo di vivere che mi appartiene. Gatto, anzi gatta, da salotto certo, con un bel giardino pieno di alberi dove arrampicarmi e godere dell’ombra nelle lunghe giornate estive.

Mi ci vedo, appollaiata su un ramo di una magnolia, a guardare tutto dall’alto in basso lisciando la mia coda folta e lunga aspettando di essere chiamata per la cena. Una coda bianchissima con la punta rosso fuoco arrotolata attorno alle zampe. Si, mi ci vedo proprio. Se potessi scegliere mi piacerebbe rinascere gatto. Davvero.

Ah, se vedete in giro un gatto rosso e bianco fate attenzione e trattatelo bene. Potrebbe essere la reincarnazione di una come me.

Catia