Laurearsi il lockdown. Giornata trionfale per la mia bimba.
Cioè, mica troppo, col lockdown e lo sfigovirus in giro.
Ma noi teniamo duro e festeggiamo.

Finalmente, dopo anni di studi, di spese per libri scolastici (ammazza! A quest’ora con quei soldi le avevo comprato la macchina nuova!), di pianti isterici per l’ansia da esame e altre amenità, Francesca si laurea.
Oh yesss!
Aspettavamo con ansia questo giorno.

E mai ci saremmo immaginati una situazione come questa, neanche in un film post apocalittico.
Tesi consegnata via e mail, voto ricevuto via e mail e proclamazione di laurea via Zoom o roba simile.

Mi dispiace per lei e per gli altri laureati di questo periodo difficile, privati della gioia di festeggiare un passaggio così importante della loro vita.
Ma d’altra parte la vita ci mette di fronte a situazioni di ogni genere e sta a noi prenderle come meglio possiamo.

Comunque, come ho già detto, noi non ci smontiamo.
Le abbiamo regalato la corona di alloro con bacche e nastri rossi.
Anche se la metterà in casa e la vedrò solo io, dato che tutti lavorano e comunque non ci si può spostare, faremo foto per il resto della famiglia.
Fiori che sembra di essere dal fioraio, regali e congratulazioni vari.

Per poter essere con lei, dato che proprio oggi scatta il “tutti in casa”, sono venuta qui ieri sera (abita in un’altra provincia) ed ho dormito qui.
Avevo già preso la giornata di ferie dal lavoro appena ho saputo la data.
Insomma ci siamo impegnati per cercare di renderle bella questa giornata.

Dopotutto segna lo spartiacque tra l’età della scuola, della giovinezza e l’età delle responsabilità, del lavoro.
È un traguardo ed una ripartenza.
La vita ce ne propone diversi, alcuni ben definiti, come questo, altri meno e non facilmente riconoscibili.
L’importante è rendersene conto e affrontare le situazioni in modo positivo.

Vabbè, oggi ho scritto solo di mia figlia.
Ma penso che per una volta mi scuserete se non parlo di noi “over”.
Brindo a tutti i laureati in quest’anno di sfigovirus.
LaVanda