A cosa non potresti rinunciare in caso di lockdown? Domanda insidiosa che mi sono posta qualche giorno fa.
Tutto è iniziato con uno di quei test che si trovano a dozzine sul web (perché anche quando non abbiamo un minuto libero, il tempo per una sbirciatina al cellulare lo si trova).

Non vi racconto l’argomento del test perché ve lo proporrò più avanti in un altro articolo.
Che volete, anch’io ho i miei segreti…

Comunque, visto il periodo sfigovirale mi pareva più attuale fare una piccola lista di cose a cui non potrei rinunciare in caso di lockdown.

Non si sa mai che debba davvero scegliere cosa avere con me e cosa no.

Le irrinunciabili sono solo 3, perché tutti questi tipi di domanda prevedono solo 3  possibilità. E poi il 3 è un numero bellissimo: più di 2 ma meno di 4. Praticamente perfetto. E anche perché considero il 3 ed i suoi multipli miei numeri portafortuna (che in un eventuale lockdown non guasta).

Quindi tornando a noi, a cosa non potreste rinunciare in caso di lockdown?

Ovviamente consideriamo di passarlo in casa nostra, quindi non serve pensare alle necessità basiche come acqua per lavarsi (si spera…) e gas per cucinare (io neanche ce l’ho il gas, cucino con la forza del pensiero. Sarà per quello che cucino da schifo?)

Però se non consideriamo le cose che abitualmente abbiamo in casa (cibo, biancheria da lavare, familiari vari, ecc), forse non ha molto senso la domanda. Potrebbe essere più interessante messa in un altro modo: cosa ti è mancato durante lo scorso lockdown che adesso vorresti avere ad ogni costo? Forse così è  più interessante.

Potremmo rispondere tenendo presenti le risposte per prepararci in caso (Dio non voglia) di un eventuale secondo lockdown. Anche perché, purtroppo, non si tratta di uno scenario impossibile. Se ne parla da parecchio e quindi potrebbe arrivare il momento di organizzarsi per tapparsi in casa e cantare l’Inno d’Italia sul balcone.

Mi immagino qualcuno che ritenga indispensabile qualcosa che di solito diamo per scontato e non ci cambia la vita se per qualche giorno ne restiamo sprovvisti, ma se manca per parecchio ecco che diventa indispensabile.

Per esempio la carta igienica : di solito ne abbiamo la scorta in casa, ma durante il primo lockdown, all’inizio, è andata a ruba e qualcuno ne è rimasto senza scorta. Finché non ci siamo resi conto che i supermercati restavano comunque aperti e allora abbiamo smesso di comprarla a quintali. Io poi non avrei neanche avuto posto dove metterla. Ne compro poca per volta per quel motivo.

Oppure la farina. Quando tutti hanno iniziato a reinventarsi Masterchef, si sono dati all’acquisto selvaggio di ogni tipo di farina. Tanto che se ne è dovuto limitare l’acquisto. Io in quel caso ero indifferente perché oltre al fatto che andavo lo stesso al lavoro e non avevo tempo, avevo anche il forno rotto, quindi niente pane e pizze.

Per non parlare della Magica Triade: Alcol, Guanti e Mascherine.

Erano introvabili. Ho saputo di gente disposta a vendere la nonna per avere anche solo uno dei tre. E gente che li spacciava a prezzi incredibilmente alti.

Insomma bisogna ponderare attentamente cosa rispondere alla domanda.

Forse vorreste sapere cosa ho risposto io. Ma non ve lo dirò. Anche perché devo ancora pensarci bene.
A presto
LaVanda