Leggo in un articolo sul web che il famoso Punto G non esiste. Ma che storia è questa?
Ma come? Sono cresciuta col mito del pulsante dell’orgasmo, della zona vaginale che se stimolata porta in un attimo in paradiso…. E ora mi vengono a dire che non esiste? No, no, non si fa mica così.

Dopo aver pensato ad una notizia fake, ho cercato su Google ed ho trovato articoli scritti addirittura 8 anni fa e altri più recenti in cui si confermava l’inesistenza del Punto G.

Pare che dopo uno studio scientifico dello scopritore del punto g (tale Grafenberg, ma io direi che G sta per godimento) per un po’ di anni o per un decennio, nessuno ci abbia dato peso. Poi negli anni ’80, col boom del sesso libero, due ginecologhe americane lo pubblicizzarono a manetta, sostenendo che ogni donna doveva sapere di avere un punto g e come trovarlo.

E lì tutte a cercare disperatamente il punto g.

E chi non lo trovava andava in crisi, qualcuna è arrivata a pensare di non essere completa, che le mancasse qualcosa. Poi, col tempo, tutte abbiamo dato per scontato che il famoso punto g ci fosse e se non si trovava era colpa degli uomini che non si impegnavano abbastanza. Tanto è sempre colpa degli uomini (ehm…).

Qualche anno fa poi, nelle riviste femminili si sono cominciati a vedere articoli in cui si spiegava dove fosse esattamente il punto g e come trovarlo. Credo di averne scritto anch’io nell’aperitivo di LaVanda.

Se non ricordo male si doveva calcolare qualcosa come 4 dita più su dell’ingresso della vagy e toccare sul lato anteriore del canale. Lì ci sarebbe dovuta essere una zona spugnosa e quello era considerato il punto g.

Cioè tipo una mappa del tesoro: allora, fai 10 passi verso est, 4 salti in padella e una corsetta verso nord. Poi trovi la X rossa e lì c’è il tesoro, pardon il punto g.

Mah, avremmo dovuto capire già da quello che era un’utopia.

Dagli anni ’90 poi, si sono fatti studi scientifici, sezionato vagy, e cose così, per trovare conferma che in quella zona ci fossero più nervi e fosse più sensibile. Niente, non si è trovato niente.

Dal che hanno dedotto che se si prova un picco di piacere in quel punto, è dovuto a quello che sta dietro la parete, cioè la parte interna del clitoride.Insomma niente punto g.

Ora mi chiedo, ma tutte quelle ore perse a parlarne con le amiche agli aperitivi?

Chiacchiere a vuoto, pare.

Vabbè almeno siamo state allegre con i nostri drink ed i brindisi al punto g.

Anzi, ora che ci penso, potremmo organizzare una serata-funerale al punto g e affogare la delusione con un bicchiere di Prosecco.
LaVanda