Mi sono fatta coraggio e ho ammesso l’evidenza. Ho bisogno di una pausa. Per niente facile prendere questa decisione, farla digerire al mio io sempre in movimento ma ormai non sento nemmeno più la mia vocina. Stanca anche lei.

Più che stanca mi sento svuotata, senza energia ne forza ne voglia. Per fortuna l’anima rock poi prende il sopravvento e mi prende a calci nel sedere per smuovermi ma è dura.

Quello che mi ha fatto accettare questo stato di fatto è successo domenica scorsa. Ero in palestra. Come in palestra di domenica a luglio? Si una domenica mattina di luglio io vado in palestra. Avevo ben due lezioni, certo la guerriera che è in me mica si accontenta di una sola cosa ne deve fare due.  La prima lezione di pilates total body, classica, bella intensa come piace alla mia schiena e alle mie giunture, la seconda una follia.  Mica per scherzo eh, davvero.

Pound Fit che secondo me la dovrebbero mettere obbligatoria anche a scuola al posto del quadro svedese.Ma c’è ancora la ginnastica al quadro svedese poi? O l’hanno dismesso con la caduta del muro di Berlino? Mah.

Comunque al ritmo del sempre sano rock&roll, armata di bacchette tipo quelle dei batteristi ma color verde smeraldo per un tre quarti d’ora circa mi sono divertita a picchiare sul pavimento, in aria, di fianco, sotto e sopra. Sudavano persino le ciglia e ho detto tutto.

Alla fine, perchè grazie a Dio ad un certo punto è finita, mi sono sdraiata per terra pensando: ma a me, chi me lo fa fare di fare la matta alla mia età? Mi fa già male tutto adesso figurarsi domani. Confusa ma con l’ego soddisfatto mi sono alzata da terra pensando che tutto sommato alla mia età ancora ce la faccio ma forse è tutto troppo. Mi sono fatta coraggio e ammesso l’evidenza inevitabile proprio da quel momento.

Il peso del periodo che abbiamo vissuto lo sto percependo adesso: i pensieri, le preoccupazioni, l’incertezza per il futuro. Ho fatto e brigato tanto da fine febbraio a oggi. Ho persino imparato a fare la pizza, mi sono inventata come intervistatrice per instagram, ho lavorato in smart working, aperto il blog aziendale, scambiato la notte per il giorno, risistemato casa, stirato montagne di robe e persino messo in ordine la cantina. Non ho imparato a cucire ma proprio non è un lavoro che fa per me. Finchè ho mamma e sister ai bottoni ci pensano loro.

Basta! Al diavolo la mia dannata testa che mi fa sentire in colpa se mi fermo adesso basta. Devo fermarmi e smetterla di sentirmi in colpa. Ne va della mia salute psicofisica.

Per cui con oggi mi prendo una pausa. Mi sono fatta coraggio e ho ammesso l’evidenza: ne ho bisogno. Qualche giorno di relax da qualche parte armata solo di maschera e boccaglio. Parto così, con uno zaino e due cose di numero che tanto è sempre tutto troppo. Mi serve easytudine, leggerezza e natura.

Tornerò più in forma di prima. Di testa ovvio, la panzetta quella resta ma oggi, guardandola allo specchio, mi son detta: ma sai che è proprio carina?  Se penso a tutte le diete e a tutti gli addominali fatti per farla sparire. Poverina. E lei sempre li presente nella sua rotondità.

Eh niente sto proprio messa male mi sa. O sto invecchiando o rimbambendo. Ai posteri la sentenza.
Buon agosto bellezze!

Catia