Impara a darti tempo e farne buon uso. Questo è quello che, se solo avessi potuto, avrei detto alla me di qualche anno fa.

Impara ad aspettare che le cose quando sono pronte arrivano da sole. Il vecchio detto, quello che recita “i frutti maturi cadono da soli” o era “la mela quando è matura ti dice che la puoi raccogliere?” Vabbè ad ogni modo il concetto lo avete capito no?

Certo col senno di poi è facile sputare saggezza.

Vallo a dire a quella ragazzina con la minigonna gialla e i libri sotto braccio. Oppure dillo a quella giovane donna che voleva tutto e subito e che pensava di non aver tempo abbastanza per fare tutte le cose che doveva.

Quanto tempo sprecato in corse folli ma soprattutto quanto tempo letteralmente buttato via per il lavoro e cose che parevano importanti e adesso che di tempo ne è rimasto meno arriva lei, l’età, e all’improvviso capisci che in fondo le cose importanti della vita sono altre.

Non è giusto accipicchia!

Oggi con la saggezza, vabbè parliamone, delle cinquanta e passa primavere sulle spalle arriva questa strampalata scoperta. E’ andata, così è successo a tutti, cerchi di fartene una ragione ma senza crederci fino in fondo.

Perché? Ma chi me lo ha fatto fare? Domande alle quali è meglio non dare una risposta che altrimenti il rischio è quello di perdere ancora tempo divenuto prezioso.

Come sempre la risposta a tutto è una sola: agire, fare, mettersi in moto senza porsi limiti. Va bene ma poi corri il rischio di sembrare come quelle tipe un pochino stravaganti che vanno in giro con gli abiti lunghi e i cappelli viola in testa.

Ah si? Ma a voi cosa importa?

L’altro, tra virgolette, problema è ancora questo: cosa pensano di te gli altri. Ma gli altri chi? Ma poi chi li conosce sti altri? Sapete cosa c’è?

Niente, c’è che poiché il mio tempo si sta accorciando di tutti sti altri non me ne importa un fico secco e al primo posto mi ci metto io.

Va bene, lo so, è già qualche tempo che lo faccio ma non troppo consapevolmente quindi da oggi faccio sul serio e se una cosa o una situazione mi va stretta la salto. O la sposto o faccio finta di non vederla.

C’è solo una domanda che sorge abbastanza spontanea: perché ? Certo se questa consapevolezza fosse arrivata chessò ai trent’anni sarebbe stato diverso?

Ci ho pensato durante una di queste notti insonni e calde e poi ho realizzato che in fondo l’ho sempre saputo. Che tutto sommato il mio tempo l’ho usato per fare cose belle, che sono stata una donna fortunata. Ho solo un cruccio che pensavo di aver superato con il tempo ma è un cruccio talmente profondo che merita un intero articolo quindi lo rimando a dopo settembre.

E questa è un’altra cosa che si impara: ogni cosa ha il suo tempo e che c’è tempo per ogni cosa.

Morale mi sono persa parlando del tempo che è un concetto astratto se non fosse per i segni che lascia ma è già ora di andare senza dimenticare la frase magica: impara a darti tempo.

Alla prossima settimana.

Catia