Quarantena, dieta e cinquantenni cazzute, infila tutto in un appartamento insieme a un marito e due gatti. Aggiungi una dispensa sempre piena per metà, un lavoro, bello, entusiasmante ma sempre un lavoro e ancora passioni e interessi vari, libri da leggere e amicizie da coltivare.

Ecco il mio ritratto di questi ultimi due mesi passati in isolamento in casa.

Dobbiamo starci, ci siamo stati e continueremo a farlo finché ce ne sarà bisogno ma porca paletta non pensavo davvero che conciliare tutto fosse così. Così come? Così e basta.

L’equivalente di stare in quarantena è l’opposto di villaggio vacanza come probabilmente in molti pensavamo e dopo lo smarrimento dei primi giorni in cui ancora non capivo cosa, come e quando ho tirato fuori tutta la mia cazzutaggine. Quindi programmato lavoro, cucina, pulizie domestiche e i mille e mila interessi anche grazie ai tanti corsi online che hanno bombardato il web.

Creatività espressa in moltissimi modi e, ahimè ammetto, anche in cucina. Passione questa che se da una parte concilia il bisogno di rilassare almeno la testa dall’altra contribuisce ad appesantire la figura. In pratica si ingrassa se non si sta attente e il passaggio da normale a rotonda è davvero un attimo.

E’ anche vero che chissene della dieta, mai stata magra come un grissino tranne in gioventù ma da sempre attenta alla forma. Salute prima di tutto, odio ammalarmi e prendere medicine.

Le prime settimane mi sono lasciata andare quindi urgeva trovare un sistema per tornare nei ranghi senza dover fare troppi sacrifici che già quello di stare in casa era pesante. Amiche sportive, web e tanta esperienza per fortuna sono venuti in soccorso.

Verdura cruda prima dei pasti? Fatto. Movimento aerobico almeno mezz’ora un giorno si e uno no? Fatto. Mangiare meno carboidrati? Pensato e basta. Vabbè non è che siamo tutti perfetti. Dai.

Mangiare l’insalata prima di tutto il resto è una sana abitudine che abbiamo visto nei film americani. Quelli però dove sono tutti ricchi sfondati e in forma, negli altri mangiano hamburger e patatine o panini al tacchino mandando giù litri e litri di bevande gassate.Noi non siamo ricchi da copertina ma l’abitudine l’abbiamo presa e copiata.

Ad ogni modo ha funzionato nonostante gli sguardi torvi del marito: riempie lo stomaco, fa passare il senso di fame e aiuta con la ritenzione. Quindi abitudine promossa a pieni voti. Provate almeno per una settimana poi ve ne accorgerete anche voi.

Movimento in quarantena. Benedetta tecnologia che tramite il web ha portato a casa insegnanti di pilates, zumba e yoga. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Occorre è vero determinazione. Come per l’insalata ma vi assicuro che dopo le prime volte viene tutto più facile. Giuro!

Mangiare meno carboidrati. Ci proviamo. Almeno un pochino più di impegno ci vuole. Ammetto che è più difficile di tutto il resto anche perché apri facebook e trovi miliardi di foto di pizze, panzerotti e pasta in tutti i modi possibili immaginabili. Per non parlare poi dell’impossibilità di trovare il lievito. E che non mi ci devo mettere pure io a panificare? A fare una cosa mai fatta in vita mia? Ovvio. Lo fanno tutti perché io no? Si chiama imitazione del gregge o una roba del genere. Andate a trovarla voi e poi ditemi.

Per fortuna così come è venuta sta voglia se ne è andata. Quarantena, dieta e cinquantenni cazzute, chi ci ferma a noi? Niente, ci vuole tanta cazzutaggine e forza di volontà per superare anche questi scogli che sembrano facili. Ah già, volete sapere del peso. Non lo so. Ho nascosto la bilancia. Ficcata in quarantena pure lei.