La #windowchallenge di oggi è una storia ricca di incognite che ci viene proposta da un’amica che vuole mantenere l’anonimato e scrive da un luogo dell’agro romano, nei pressi della Tenuta Presidenziale di Castelporziano. No, fortunatamente non coinvolge il Presidente della Repubblica (ma solo perché le sue finestre sono troppo lontane dalla casa della nostra amica).

L’Agro Romano era una antica e vasta zona rurale attorno alla città di Roma. Oggi le abitazioni si contendono gli spazi con i campi coltivati e gli orti delle aziende agricole dove mi piacerebbe poter fare la spesa… (ah, come farei una scorpacciata di quei meravigliosi carciofi cucinati “alla giudia”) Tra zone pianeggianti e collinari troviamo la Tenuta di Castelporziano che comprende alcune storiche tenute di caccia e che, dalla periferia romana, arriva fino al litorale ed è in parte delimitata dalla via Cristoforo Colombo che collega la capitale ad Ostia.

È una zona di elevata qualità ambientale, ricca di quelle vaste pinete e boschi che un tempo, nell’antichità, si estendevano lungo tutta la costa laziale. La nostra osservatrice, degna erede della famosa Miss.Marple, dal suo “cottage romano”non riesce a risolvere il mistero legato alle finestre della casa difronte sempre chiuse se non fosse per l’apertura delle lamelle delle persiane che vengono spostate per fare entrare un briciolo di luce.

Ogni giorno un uomo si indaffarava in giardino nella cura delle piante, ma da quando questa quarantena è in atto, nessun segno di vita se non per il lieve movimento delle persiane. Quale sarà il mistero? Dov’è l’uomo? E chi si prende cura dei cani? Avete una soluzione?

Ecco lo sguardo della nostra Mrs.Marple…

#cosa vedo dalla mia finestra

Abito in un tranquillo quartiere della periferia sud di Roma caratterizzato da villette basse, ognuna con il proprio giardino più o meno esteso.

Ogni mattina mi piace rimanere affacciata alla finestra della camera da letto, forse perché essendo situata al piano superiore della casa mi consente una visione “dall’alto”. Davanti a noi, oltre il nostro giardino, c’è una villetta bifamiliare che mi incuriosisce.

Sul lato sinistro della casa le persiane vengono aperte ogni giorno e richiuse la sera. Ogni tanto vedo una signora che pulisce i vetri o il gatto di casa che si arrampica sulla finestra e dal davanzale aspetta fiducioso che qualcuno gli apra. Vedo la piscina funzionante nonostante la stagione invernale, riesco a sentire le voci delle persone che ci abitano… insomma una casa viva.

La parte destra della villetta da sempre attrae la mia attenzione: le persiane perennemente semi chiuse, mai nessuno in giardino eccetto i due cani, la piscina desolatamente vuota non è stata riempita nemmeno in estate.

Nessuna traccia degli abitanti, ma spesso vedevo un signore dai tratti asiatici , probabilmente il loro tuttofare, tagliare l’erba del giardino , stendere il bucato al sole, stirare con la finestra aperta oppure fumare sul balcone mentre si concedeva una pausa.

Tante volte sono stata sul punto di salutarlo, fargli un cenno, ma una sorta di pudore mi ha
sempre trattenuta . Ora che un cenno di saluto da lontano è il massimo della socialità consentita e che forse riuscirei a vincere la mia discrezione in nome del buon vicinato…non lo vedo più.

Non vi nascondo la mia delusione e mi sorprendo spesso a sbirciare più attentamente nella speranza di vedere una luce accesa o un indizio che mi possa segnalare la sua presenza.

Mirella & Mrs. Marple