Dalla finestra di Anna:Catania

Catania deve essere una città speciale, così come sono speciali i suoi abitanti.

Oggi è il secondo appuntamento che abbiamo in questa città e siamo ospiti a casa di Anna una cara amica con un talento straordinario per la cucina e una passione per l’arte che riesce a fondere in un’animo gentile e caldo.

La cosa straordinaria è che io Anna non la conosco di persona. Mi è arrivata così, per un caso che non è mai un caso grazie ai social.

Le nostre chiacchierate mi hanno fatto scoprire una città piena di storia e di calore, conoscere espressioni lessicali lontane dalla mia realtà di figlia del freddo nord.

Grazie ai suoi racconti ho annusato, seppur virtualmente, profumi e odori dentro la “piscaria”, e assaggiato golosa tutto quello che mi veniva offerto dai banchetti colorati che tanto alla dieta ci penso domani e poi è solo immaginazione.

Ho seguito la processione di Sant’Agata la Santa patrona della città per poi finire, obbligatoriamente con la merenda a base di cassatella il dolce tipico per questa festa.

Lascio la parola alla protagonista di questa finestra speciale, condita con tanto amore. Grazie Anna e davvero spero di abbracciarti presto.

Dalla finestra di Anna: Catania. #cosavedodallamiafinestra

Ciao, mi chiamo Anna e scrivo da Catania, la mia città d’adozione.

Scosto la tenda mille volte al giorno per osservare fuori.

Di fronte c’è la villa semi nascosta da maestosi alberi e, alzando di poco lo sguardo riesco a intravvedere anche la cupola del Duomo.

In fondo proprio sotto gli archi c’è “a piscaria” il mercato in cui profumi e dialetti si fondono con emozioni e tradizioni mentre al piano di sopra viaggiano i treni che i miei bambini corrono a salutare ad ogni passaggio.

Da qualche tempo invece rimbomba un silenzio urlante, la villa è chiusa, i treni non passano e “a piscaria” è chiusa. Ci si mette anche il tempo, oggi è nuvoloso e l’aria frizzante. Io, col mio maglione extra large e un pantalone spaiato di un pigiama, guardo fuori e mi faccio prendere dalla malinconia.

Penso a mio fratello e a quei gioielli che vivono lontano da qua, fuori dall’Italia e ai miei genitori distanti pochi ma lunghi chilometri e a quei pochi grazie e ti voglio bene che gli ho detto. Mi sforzo a pensare a cosa potrei fare in questo mondo così duro e severo per aiutare i miei bambini a crescere e imparare a cavarsela da soli.

Poi c’è Lui, il mio grande Amore che per non farci mancare nulla esce di casa quando è ancora buio e quando rientra è sempre festa grande “come fosse arrivato Babbo Natale” mentre lui si sente semplicemente un papà che regala sorrisi e non sente la stanchezza.

Punto lo sguardo oltre quelle nuvole grigie e inizio a pensare a come aprire quel cassetto pieno di polvere chiuso da tempi lontanissimi e realizzare il mio sogno. Riesco quasi a toccare il tanto amore che è contenuto dentro, il presente e il futuro dei miei figli e la complicità amorevole col mio grande Amore.

In un attimo arriva luglio. Sono felice, tra pochi giorni arriverà il mio Super Fratellone e potrò averlo tutto per me anche se solo per due striminzite settimane. Devo fare in fretta e preparare mille sorprese per lui e per i miei nipotini: l’albero di Natale che adornerò con conchiglie e stelle marine e sarà così ricco di regali che sono il simbolo di tutti i natali e compleanni passati lontani.

Ci saranno anche le uova di Pasqua con speranza e amore infinito come sorpresa, e preparerò un pranzo a base di cotechino e lenticchie annaffiato da un buon prosecco per l’augurio più bello che possa esserci ovvero”l’unione”.

Offrirò calici di vino ai miei genitori e guardandoli negli occhi li ringrazierò perché oggi mi sento e sono speciale e se è così e solo grazie a loro!

Catia & Anna