Buongiorno ragazze ! Con il nostro #windowchallenge #cosavedodallamiafinestra siamo sbarcate in Sicilia, un’isola fiera e carica di storia che è sinonimo di Mediterraneo. Uno “spazio” nel quale si sono confrontate nei millenni un’infinità di culture, popoli e tradizioni che hanno dato vita al “popolo siciliano”. Questo è il fascino della Sicilia: colori, sapori, suoni, di altre civiltà che hanno trovato su questa isola un’amalgama perfetta che ha segnato il territorio e l’anima della sua gente.

Il contributo di oggi arriva da Catania, dalla mia cara amica Silvia, una bravissima guida turistica che vi affascinerebbe con i suoi racconti bellissimi…. A Catania Silvia vi porterebbe al mercato del pesce per sentire il profumo del mare, a passeggio lungo la via Etnea con lo sfondo d “a muntagna”, amata e temuta da tutti i catanesi. Vi parlerebbe delle storie dei Miti e degli Dei o del martiro della Santa (Agata) a cui è dedicato il Duomo, raccontandovi del barocco che definisce tutto il centro storico cittadino, dalle chiese ai palazzi.

A Catania in una corsa si arriva al mare o su per le strade tortuose si raggiungono i vigneti alle pendici dell’Etna (avete mai sorseggiato un Etna Rosso?) E vogliamo parlare del meraviglioso cibo siciliano? Quando sono a Catania la mia sosta obbligata è al Caffè difronte alla Fontana dell’Elefante per mangiare due “minne di sant’Agata”, deliziose cassatine a forma semisferica che si preparano in onore della Santa protettrice della città.                                            

A presto Silvia! Non vedo l’ora di abbracciarti di nuovo e di percorrere insieme le belle città della sicilia orientale!

Ecco il suo sguardo.

#cosa vedo dalla mia finestra

I siciliani e il rapporto (profondo) col cibo.

Dalla mia finestra vedo una delle vie più vivaci e trafficate di Catania, piena di attività commerciali e di panifici, e questo è ciò che in questi giorni mi aiuta a sopportare la clausura, il profumo del pane appena fatto a qualsiasi ora del giorno.

Dalle mie parti ogni cosa si misura col cibo, inteso non solo come nutrimento, ma come momento di condivisione. Quante di voi hanno amici meridionali e vi è capitato di essere invitate? “preparo giusto due cosine” “facciamo una cosa veloce” “mi sono arrangiata con quello che avevo in casa”. E vi trovate davanti banchetti degni delle descrizioni del Satyricon, per un pranzo ci si siede alle 13 e ci si alza alle 17.                                                        

Vi svelo la verità: non è che siamo grandissimi mangioni, è che per noi il cibo è condivisione, ci si siede a tavola per stare insieme e appunto, condividere, e quindi come si fa a trattenere a tavola gli invitati il più a lungo possibile?

Ma è ovvio! Con più portate possibili, più si sta a tavola più si chiacchiera, e sapete quali sono gli argomenti la maggior parte del tempo? Ricette! Approfittate di questi giorni per provare ricette nuove, per godervi il buon cibo genuino e per stare insieme. Per una pizza da asporto il tempo ci sarà di nuovo, per farla con le vostre mani chissà.

Mirella & Silvia