Novembre, vacanze e mutande contenitive. Sto blaterando? Assolutamente no. Dico che è arrivato anche novembre e chiuso, almeno per qualche tempo, il periodo sole, mare, sale, dolce far niente time. Scopro, decisamente con piacere che le vacanze e i weekend estivi hanno fatto esattamente il loro dovere senza regalarmi nulla di indesiderato.

Whuau. Davvero. Cioè?

Peso ragazze. Mi riferisco al peso. Solitamente l’oscillazione tra il peso prima e post vacanze era di tre/quattro chiletti, sempre in più ovvio e tutti sulla circonferenza vita.

Per quest’anno invece nonostante i pasticciotti del sud e le colazioni salate della Croazia il peso è rimasto invariato. Nemmeno un grammo in più. Strano. Boh. Meglio così no?

In effetti mantenere un peso forma in menopausa è un pochino più complicato rispetto all’era “fertile”. Il rotolino è sempre in agguato, la pancia sembra che lo faccia apposta a gonfiarsi quando c’è un’uscita importante. Nasconderla soprattutto in estate è impossibile poiché “lei”, soffre di mania di protagonismo. Deve farsi notare sempre e comunque.

Maledetta.

Che poi la gente ti guarda prima la pancia poi la faccia e capisce che non può chiedere “ohhh aspetti finalmente” e nemmeno “ohh sembri un pochino ingrassata”. Potrebbero tutti essere fulminati all’istante.

“Ma chi vuoi che guardi la tua pancia” mi han sempre detto. Giusto ecco perché la nascondo, anzi la nascondevo.

Quest’anno, strano ma vero, sembrerebbe stare buona buona li al suo posto. Mai usata manco mezza volta la pancerina, quella mutanda alta che strizza tutto e che si, appiattisce la pancia, ma fa uscire la ciccia da sopra lo stomaco fin sotto le ascelle.

“Non mi vuoi sui fianchi e mi strizzi in una mutanda contenitiva? E io esco da sotto e da sopra.”

Che caratteraccio. Sembra quasi il mio.

Per ora quindi tutto regolare, o forse sono solo io che me ne frego. Chissà. E’ tempo di cambio armadio e guardo tutto l’ambaradan contenitivo accumulato nel corso degli anni da “cicciotta” e quasi quasi butto tutto.

Calze che stringono, pancerine per appiattire l’addome, reggiseno imbottito per alzare quello che la gravità abbassa e quei pantaloncini orribili e neri che avrebbero dovuto far sudare e sciogliere la cellulite. Anche io mi sono fatta fregare dalla pubblicità.Lo ammetto a capo chino.

Perfetto, dai, butto. A cominciare dalle calze che solo per infilarle mi ci vuole mezz’ora e ogni volta che devo fare pipì mi viene l’ansia. La pancerina, quella più leggera la tengo. Mi era costata un rene.

I pantaloncini sotto la tuta d’inverno quando vado a correre tengono caldo. Li tengo.

Per il resto chissenefrega. O meglio tenere? In effetti non si sa mai.

Controllo ancora un pochino poi decido e vi faccio sapere.

C.