LaVanda e l’Ikea… Un’accoppiata che non funziona quasi mai. Sia chiaro che adoro l’Ikea (con l’articolo davanti, perché qui si usa così), ma me ne tengo accuratamente alla larga.

Ho già scritto  più volte che detesto entrare nei negozi, specialmente quelli affollati, e l’Ikea è sempre misteriosamente piena. Secondo me la gente ci dorme dentro e si rimette in movimento appena aprono. A qualunque ora, in qualunque giorno, non l’ho mai vista vuota.

E poi il traffico, quando si arriva nei pressi del negozio è già da incubo.Quella più vicina a me si trova vicino ad una rotonda,  dove, a secondo di che svincolo prendi, vai: all’Ikea, ad un grosso centro commerciale, al Leroy Merlin o al Decathlon.

In realtà la gente piglia uno svincolo a caso e va dove la porta l’auto, parafrasando il titolo di un libro. Se sei fortunato vai dove avevi intenzione andare. Una volta su 4 riesco ad andare all’Ikea, le altre 3 mi ritrovo a comprare ferramenta o abbigliamento da running…

Se arrivo all’Ikea, cerco di entrare in negozio attraverso una mega porta rotante(c’è gente che ancora ruota, con la porta, dal Natale dell’anno scorso). Quando riesco a sfilarmi dalla porta con finta disinvoltura, seguo il flusso di persone che salgono al primo piano  (anche se a me interessa solo il piano terra, ma il percorso è obbligato).

Comprerei tutto quello che vedo, ma mi trattengo pensando alla faccia compiaciuta del bancario che mi dice che il mio conto è in rosso. Mi aggiro per le finte stanze ambientate, con in mano metro di carta, matita e notes, tanto per darmi un contegno. Ogni tanto misuro qualcosa a caso, tanto poi mi interessano solo le matite, che porto a casa per i miei lavoretti di craft.

Alla fine del giro al primo piano, c’è il bar, con un caffè infernale, ma pare che sia un’altra tappa obbligatoria.E beviamoci sto caffè, così ci togliamo il pensiero. Scendo al piano terra e mi pare di essere arrivata in Paradiso! Comincio a riempire il carrello di candele, accessori da cucina che non userò mai, ma tanto accattivanti; scatole e strofinacci, tappeti da bagno e copri cuscini.Insomma perdo il controllo!

E poi all’Ikea succedono cose interessanti: una volta ho tenuto un seminario sull’utilità delle piante domestiche e sul colore migliore dei fiori da bulbo in base allo stile di arredamento. Un’altra volta ho aiutato un gruppo di persone a scegliere la sedia più ergonomica in base ai loro acciacchi. Non so perché, ma la gente mi scambia per una che SA, una che ha l’esperienza giusta per consigliare. Boh…. Se mi chiedono io rispondo.

Comunque tornando agli acquisti, quando mi avvicino alle casse noto le immense code, che neanche sulla Napoli-Reggio Calabria in Agosto. Allora poso tutto col metodo del lasciare un pezzo qua, un pezzo là e cercando di non farmi notare, ed esco dalle casse senza comprare niente.L’unico acquisto sono le meravigliose e tossiche patatine alla cipolla e panna acida che vendono dove c’è poca coda.

Me ne vado sfinita e soddisfatta delle mie patatine (che mangio per strada e non arrivano a casa).
E poi non ci torno per un anno o due.

Troppo stancante!
LaVanda