Qualcuna si è accorta che siamo a settembre per caso? No? Beh ve lo ricordo io. Sono sommersa letteralmente da newsletter, email e altro che mi ricordano che è settembre, che settembre is the new capodanno che bisogna pensare a organizzarsi, fare, iscriversi a, mettersi a dieta, sistemare taglio e colore. Uffa un gran casino che fa venire solo l’ansia.
E noi di ansia da settembre anche no dai, ne facciamo volentieri a meno giusto?

Parto dal presupposto che comunque sono organizzata. Vabbè meno su alcune cose e molto di più su altre.

Il lavoro per forza va pianificato altrimenti gli obiettivi non si fanno e in attimo arriva dicembre quando si tirano le somme di bilancio e poi mica posso mettermi a piangere per risolvere questioni irrisolte.

Quindi una cosa l’ho smarcata. Poi c’è la forma fisica: “Devi rimetterti in forma dopo le vacanze durante le quali ti sarai sicuramente sfondata di aperitivi e cene e pizzette e chissà cos’altro”.

Ok, va bene. Ma chi si fa un mese intero di vacanza? A parte un paio di conoscenti che poi, parliamone, hanno i bimbi piccoli e che si sono fatti 1 – 31 agosto come negli anni del boom economico la maggior parte delle persone una settimana, dieci giorni per volta al massimo si fanno. E io non faccio eccezione.

Dicevamo, qualcuna si è accorta che siamo a settembre? Dovunque è tutto un fiorire di abbonamenti in palestra, di diete, di gente che ti punta il dito addosso: mettiti a dieta, ritorna in forma. Relax gente, relax che è ancora estate, che c’è tutto un inverno da affrontare e poi, davvero, il rotolino va di moda. Soprattutto quello delle anta e oltre.

Ma tant’è qualcosa bisogna pur fare e, se poi, come me, non avete ancora deciso cosa, inizia davvero un tour massacrante. Mi piace camminare e corricchiare al parco. Non la corsa vera e propria che fa malissimo al pavimento pelvico ma una sana camminata veloce. Pratica, facile, economica e salutare.

Lo scorso inverno non ho saltato una domenica una tranne un paio in cui diluviava e non mi andava di sporcarmi di fango. Sono uscita con ogni temperatura bardata di tutto punto nei mesi di gennaio e febbraio con cappellino, sciarpa e guanti e ben due paia di calze. Ma quest’anno devo fare altro. Lo so, il mio metabolismo ormai lento e tranquillo me lo chiede.

Quindi palestra o piscina?

Bella domanda. Piscina. Scorpione segno d’acqua quindi vai per il corso di acqua gym. Ottimo se non fosse per il problema capelli. Nonostante la cuffia riesco sempre a bagnarli e quindi sono ogni volta da asciugare e rimettere in piega.

Il phon del centro sportivo non è proprio come quello di casa, poi mettiamoci la fretta di uscire, magari la coda davanti agli specchi e la morale è che la mattina dopo mi ritrovo con un riccio impazzito in testa e tutto da rifare.

Sono pronta ad alzarmi mezz’ora prima almeno 2 volte a settimana per mettere in piega i capelli? Non so. Ci penso.

Allora palestra. Ottimo. Sala pesi o corsi tipo pilates, zumba e via dicendo? Ovvio zumba. Che domande. Scarico i nervi, sudo, non penso e resto in forma. Poi fa niente che dopo sono uno straccio da strizzare.

Viene in mio soccorso la lezione di prova. “Ma il corso è per tutti? Cioè non è che poi è troppo blando oppure troppo pesante vero?” “Ciò na certa io, non ho più vent’anni. Allenata si ma insomma. Ho bisogno del giusto mica di strafare”.

Chissà perché per gli istruttori è tutto alla portata di tutti. “ma si che ce la fai, dai che sei giovane”. Le ultime parole famose. Dopo i dieci minuti o quasi di riscaldamento è partita la musica a palla che più a palla non si può e gli ordini del coach che tipo mitraglia mi arrivano fin dentro lo stomaco.

Ecchecavolo, no non ce faccio.

E mettiti giù tipo marines poi tirati su di scatto salta a destra poi a sinistra, solleva un braccio mentre fai tre passi indietro, non sbagliare piede, ho detto il destro non il sinistro, respira, salta. E intanto il cuore cerca di saltare fuori dal petto, il fiato chiama i pompieri e gli occhi non so se stanno lacrimando oppure è tutto sudore che arriva da chissà dove.

Ma basta per carità. Non devo arruolarmi nella legione straniera io, vorrei solo restare in forma e se ce la faccio non vorrei morire. Non adesso almeno. Faccio finta di niente e mi defilo strisciando. Le gambe tremano e si rifiutano di stare in piedi, il cuore che, boh chissà dove è finito mi stendo ai lati della sala. Aiuto, soccorso.

L’istruttore finisce la sua lezione e viene li vicino a me. Non ho manco la forza di parlare. Mugolo qualcosa di incomprensibile cercando l’aria per comporre le parole. “Allenamento intensivo questo. Livello molto avanzato. Ma davvero non ce la fai?” “ma vaffan….” Penso io. Ma cavolo mi hai vista? Ammesso di restare in vita dopo questa roba non mi vedrai mai più. Accidenti a te e al tuo corso intensivo, livello avanzato dei miei stivali.

Ma come cavolo stai messo? A dire il vero la domanda esatta sarebbe “ma come cavolo sto messa io?” E vaffanbrodo anche a settembre e a tutti i rimettiti in forma del mondo. Qualcuna si è accorta che siamo a settembre? Si e allora?

Catia