Siamo vittime o carnefici?
Me lo sono chiesto leggendo un post su un gruppo Facebook.
Si parlava di quando soffriamo per amore e ci si chiedeva se soffrissero più le donne o gli uomini.

Ne ho fatto argomento di conversazione con le amiche ad un aperitivo, qualche sera fa.

Chiedo se secondo loro soffriamo di più noi donne quando veniamo tradite o quando finisce una relazione.
Siamo tutte convinte di si.
Ma penso che se lo chiedessimo ad un uomo, direbbe che sono loro a soffrire di più.

Qualcuna di noi dice che dipende dal tipo di relazione che si ha: cioè, se è una storia che dura da tanto, o ci sono figli nella coppia, in questi casi chi soffre di più è chi viene lasciato o tradito. Perché ci si fidava, perché si è vissuta un pezzo di vita insieme, per motivi di durata della relazione, ecc. A prescindere se sia un uomo o una donna.
Mentre se le cose sono più recenti, o ci si frequenta senza aver definito la situazione e uno dei due decide di rompere o tradire, la sofferenza può essere più di noi donne, perché in fondo siamo sempre noi che investiamo di più sin dall’inizio nei sentimenti.

Beh, certo che è vero anche questo.

Ma qualcuna dice che anche chi lascia o tradisce è una vittima: di tipo diverso, ma c’è sempre una sofferenza alla base del comportamento che si ha.

Le diciamo: “Eh certo, povero o povera! Che dolore fare le corna o decidere che si è stufi dell’altro!”
Ridiamo tutte con i nostri drink in mano ancora mezzi pieni.

Ma effettivamente non ha tutti i torti. A parte i traditori seriali, di solito si tradisce o si lascia perché c’è qualche motivo, qualcosa che nella coppia si è rotto o non funziona per mille motivi.

Senza bisogno di farne parola, sappiamo che un paio di noi hanno tradito.
E si sono sentite in colpa. Lo sappiamo perché a suo tempo ne abbiamo parlato parecchio.
Quindi forse potremmo dire che chi tradisce con sofferenza è sia una vittima che un carnefice.

C’è chi dice di no, e a gran voce: “Eh no bella! Se tradisci lo fai consapevolmente! Mica ti puntano una pistola addosso, ti puoi tirare indietro prima di farlo.”
Giusto, allora in quel momento siamo carnefici.
Ma poi? Non appena tornati in noi cominciano i sensi di colpa, spesso anche prima di farlo, quindi siamo anche vittime: della situazione, dei sensi di colpa (a proposito, ma chi ha inventato sti sensi di colpa, non poteva andare a pescare, e farsi i fatti suoi quel giorno?), dei problemi da cui vogliamo fuggire tradendo.

Quindi anche chi tradisce è un po’ vittima.
La mia amica non ne è convinta.

E comunque diamo sempre la colpa ai maschi, chissà perché?
Beh, quasi sempre sono loro a convincerci a tradire, sono loro che sono assenti nel rapporto, sono loro che su Tinder e co.  si spacciano per separati in casa pur di ramazzare qualche tontolona che ancora crede a queste baggianate.
E siamo in tante a crederci. Mi ci metto anch’io perché mi è capitato, di conoscere qualcuno e scoprire dopo che non era vera la  faccenda del separato in casa.
Ecco quelli sono solo carnefici, senza appello!
Carogni(lo diceva mia figlia da piccola perché se sono maschi sono carogni, se sono femmine carogne)!

Comunque al secondo giro di drink siamo già allegre, fin troppo. E cominciamo a sentirci femministe e paladine dei nostri diritti.
Ne sanno qualcosa gli uomini dei tavoli di fianco al nostro, che guardavamo malissimo mentre strillavamo ridendo: “Vi piacerebbe che ci sentissimo sempre delle poveretto e ve la dessimo subito, vero? Ma col cavolo!!!”
Quanto ridere!

Però il discorso non l’abbiamo più portato avanti, anche perché c’è ne sarebbe da dire tanto. Ed i drink avevano già fatto effetto.

Quindi ci siamo ricomposte e una volta sicure di stare sulle nostre gambe abbiamo deciso che era ora di andare a casa.
Saluti e baci e via, verso le nostre vittime /carnefici.
Cincin
LaVanda