Nessun rimpianto: sembra il titolo di una canzone, ma è una frase che mi si addice.

Ho capito che nella mia vita non c’è posto per i rimpianti. Ho fatto cose belle e cose meno belle, ma sempre con sincerità e consapevole che le cose non vanno quasi mai come vorremmo. E dopo ‘sto bel pippone vi spiego perché ho scritto ciò.

Ho riflettuto sul fatto che da sempre accetto quello che mi capita, senza farne un dramma; mentre sento amici o conoscenti, lagnarsi spesso del destino avverso (parenti rompiscatole, lo Stato, Equitalia) o rimpiangere cose che avrebbero potuto fare diversamente (ah se non avessi detto si a quel cretino!, ah se avessi accettato quel lavoro!, ecc). Danno la colpa a chiunque, anche al gatto, tranne che a loro stessi.

Ma insomma! Un po’ di autocritica non ha mai fatto male a nessuno! Levatevi di dosso quei veli pietosi che vi servono per stenderli, ipocritamente, su fatti e persone! Siate coraggiosi e prendetevi le vostre responsabilità!
Mentre lo scrivo me lo ripeto nella mente con la voce di re Julian del cartoon Madagascar (e se non sapete chi è, cercate in internet, non resterete delusi)

Lo so che è più rincuorante dire che è colpa di questo o di quello, ma la sincerità, almeno con sé stessi, dà una sensazione di potenza verso il mondo senza pari!

Di recente ho rivisto un’amica che non vedevo da un po’ e abbiamo parlato di tante cose, tra le quali di come io sia troppo sincera e spietata con gli altri (me lo ha detto in più di un occasione e so che ha ragione).

Ma preferisco essere sincera e spietata che una di quelle persone false e ipocrite che si raccontano frottole.

E qui entrano nel discorso anche gli uomini: e chi la vuole una rompiscatole come me?
Se è vero che per ognuno c’è qualcuno, è anche vero che al mondo siamo davvero tanti, e mica posso provarli tutti per trovare chi faccia al caso mio. No no, sono un po’ troppi. Mi sa che il mio “qualcuno” è la Kitti, la mia gatta. A volte non mi sopporta neanche lei, ma in genere andiamo d’accordo.

Tornando agli uomini mi rendo conto, dalle esperienze vissute, che preferiscono quasi sempre le “gatte morte” (ma quanti gatti ci sono in questo mio sproloquio), le donne che sembrano bisognose di protezione… Insomma vogliono fare bella figura questi ometti e c’è chi gliene dà l’occasione.

Salvo poi rivelarsi delle “gatte arrabbiate” (e ci risiamo coi gatti), perché puoi mascherare il carattere per un po’, ma mica per sempre!
Probabilmente si meritano a vicenda.

Per quanto mi riguarda, non mi sento di pagare la vicinanza di un uomo con l’ipocrisia.
Non più.
E quindi starò da sola con la Kitti e col mio bicchierozzo di Prosecco.
Cin cin
LaVanda