E’ tutto un gioco di polso. Cosa? Rido da sola perchè so che voi mica lo potete sapere. Comunque dopo i giorni passati col sedere a mollo a caccia di sirene per forza di cose e, ammetto, finalmente, sono dovuta tornare alla normalità. O quasi.

Che non vuol dire che abbia smesso di sognare o di andare a caccia di storie ma che sono dovuta rientrare nei cosiddetti ranghi fatti di tacchi, vestiti, smartphone, amiche, ma anche di insalate e pasti equilibrati. Certo perché in vacanza è giusto lasciarsi andare, che vacanza sarebbe altrimenti? Ma non posso di certo permettermi di sgarrare ogni giorno anche a Milano. Ogni tanto si, sempre no. Ci vuole equilibrio come in tutte le cose. Quindi rieccomi di nuovo a fare il gioco del pesa il carboidrato e mangia la verdura e ricordati di prendere le vitamine.

Il tutto no di certo per conservare la linea, almeno non ufficialmente ovvio, ma perché, dopo i 50 non è bello lasciarsi andare. Il carboidrato soprattutto la sera favorisce la vampata e, sebbene io non ne abbia per fortuna mai sofferto, non voglio certo iniziare adesso e le vitamine, beh, hanno il loro sano perchè.

Restando in tema carboidrato ho imparato a contare i maccheroni da cuocere raggiungendo un compromesso tra i consigli della nutrizionista, la gola e la mia malcelata avversità per l’uso della bilancia in qualsiasi campo. Pesare il cibo mi fa tristezza, mi sembra una presa per i fondelli quindi mi sono creata dei metodi per capire “quanto” senza l’utilizzo della bilancia. Ho pertanto raggiunto il compromesso storico di ben sedici maccheroni che sono, per me, il numero perfetto, e, dal mio panettiere, ho scoperto dei micro panini integrali da 35 gr che, in termine tecnico del mio mondo lavorativo sono “scalabili”, ovvero moltiplicabili e divisibili a seconda del bisogno.

Per la verdura vabbè fin che ce ne sta ce ne sta e non ci sono problemi per tutto il resto ormai vado a occhio. Tanto più di quello nello stomaco non ci sta più.

Unico sgarro un gelato ogni tanto e un prosecco con le amiche durante i nostri aperitivi. Fa meno male dei cocktail alcolici per non parlare di quelli analcolici pieni di zuccheri infami.

Ecco che come al solito vado a ruota libera allontanandomi da quello che volevo dire ovvero che qualche sera fa ero in cucina a contare i miei maccheroni integrali. Un occhio alla scatola e uno alla tele quando all’improvviso spunta lui, un cuoco che non fa il cuoco ma fa televisione da cucina: Alessandro Borghese. Tutto riccioloso con il suo sorriso simpatico e la sua parlata con un vago accento napoletano che mi guarda dritto negli occhi dicendomi “portami in cucina con te”.

E vabbè detta così io rispondo anche “magari”. Avere uno chef vero che ti cucina non è roba da tutti ma poi solo per il gusto di guardarlo mentre fa andare il polso impugnando un coltello per sminuzzare il prezzemolo è una cosa da doppio whuau con salto carpiato. Non è tanto per lo sminuzzamento che poi a noi frega poso ma il movimento del polso che attizza. E’ tutto un gioco di polso. Il segreto sta tutto li. Niente da dire. C’è il polso del manager, quello del musicista e quello del cuoco. Il polso? Ebbene si, proprio lui, il signor polso. Avete presente quel lembo di pelle dove stanno solitamente braccialetti e orologi, quel lembo di pelle che degrada verso la mano. Ecco quello.

Non vi fa eros? Boh a me si. Avrò la mente contorta però è quanto. Quindi tornando a noi caro signor Borghese si ti farei venire nella mia cucina a prepararmi il pranzo o una cena o anche solo un panino e tutto solo per poterti guardare. Già mi vedo seduta sullo sgabello in abito da sera e tacco 12 anche la mattina alle undici tutta presa dalle tue performance culinarie. Ti devo chiedere però di essere comunque parco con i carboidrati, quindi di contare i maccheroni e soprattutto niente spaghetti che con l’arrotolo magari se ne stacca uno e fare il risucchio non è gentile né tantomeno elegante.

Finisce lo spot e appare un altro uomo del sud, chef Rubio. Ecco lui è sensuale tanto quanto volgare ma trasuda mascolinità da ogni tatuaggio. Che ce l’avete con me? Vedere mangiare Rubio mette ansia, in una manciata di secondi ingurgita il mio fabbisogno calorico di tre mesi o forse più senza avere il problema di mettere su peso nè tantomeno sfidare le caldane di cui sopra.

Ah già lui è giovane e pure uomo, sti problemi non li avrà mai. Non è giusto ma è così.

Mi accorgo che senza volerlo ho contato ben cinque maccheroni in più mentre mi sto sbocconcellando un pezzetto di grana. Alzo gli occhi al cielo, sbuffo e tolgo il surplus che sia mai poi mi fanno effetto e rimetto a posto lo spicchio di formaggio.

Nel frattempo l’acqua prende a bollire e mi perdo nei miei pensieri. L’acqua che bolle ha un vago potere ipnotico e bisogna stare molto attente. Mi sembra di veder entrare un sorriso disarmante, una rosa rossa a stelo lungo e due bicchieri. Ma niente è solo un’impressione. Figa quanto volete ma irreale e assurda. Faccio un respiro profondo, mi giro e affetto i pomodorini per la mia pasta. E’ tutto un gioco di polso, certo alla fine solo questo. O forse anche no. Benedetta fantasia.

Catia