Le canzoni della mia vita. Stamattina tutte insieme. In questi giorni bollenti in tutti i sensi, sia dal punto di vista meteorologico che di ansia lavorativa, si è chiuso il primo semestre, d’obbligo un bilancio e la pianificazione dei prossimi sei mesi capita che la domenica mattina mi sveglio presto.

Non hai altro da fare? Lo so ma ho le mie abitudini che non voglio perdere a meno che non abbia qualcosa di meglio da fare.

Il parco, ecco la mia oasi di benessere, quelle lunghe camminate miste a corsa che ritemprano il corpo e soprattutto lo spirito e che, per un paio d’ore almeno, mi fa dimenticare tutto.

Cuffiette con la musica sempre. La musica aiuta a non pensare, ad arrivare fino in fondo al viale di corsa per poi riprendere la camminata veloce, serve per capire fino a che punto posso spingermi fisicamente. E funziona.

Di solito non ascolto la radio di domenica, troppe parole e pubblicità . No grazie preferisco di gran lunga quelle app dove imposti un genere e vai. Questa mattina mi si proponeva le canzone dell’estate di non so quale anno. Vabbè, addio. Tutte, o quasi le canzoni della mia vita.

Già la prima ha riportato alla memoria un’estate di molti anni fa, credo fossi poco più di una ragazzina alle prese col primo amorino estivo, uno studente liceale di Bologna.

Ricordi sfuocati di batticuore al chiaro di luna e di passeggiate sulla battigia a parlare di libri di fantascienza. Si lo so, ma erano altri tempi e noi davvero parlavamo tanto.

Chissà che fine avrà fatto mai. Ci siamo persi in centottanta chilometri di distanza, quella tra Milano e Bologna. Ai tempi i treni erano quello che erano, lenti, non c’era l’alta velocità e nemmeno i soldi per permettersi di fare avanti e indietro ogni quindici giorni. Poi magari oggi sarà diventato calvo e grasso. Meglio ricordarmelo così, bello e con tanti capelli neri.

Poi un altro tuffo al cuore, una canzone di Biagio che mi ha accompagnato durante le vasche in tangenziale qualche anno fa durante il periodo “Biagio for ever”.

Era un periodo di transizione in tutti i sensi. Lavoro nuovo, auto nuova, tangenziale mattina e sera e lui che mi accompagnava ogni giorno. Le sapevo tutte. Cantavo a squarciagola che tanto chi se ne accorgeva?
Anche il Biagio ha fatto una brutta fine.

Ad un certo punto non ne potevo più. Avevo necessità di qualcosa di più forte. Come il rock per esempio. Musica che ho sempre apprezzato ma a piccole dosi. Dopo un po’ mi rende nervosa.

Più o meno subito dopo Biagio è stato il periodo di “Anytime anywhere” dei Gotthard. Un gruppo credo svizzero con un cantante che porca miseria altro che effetto whuau. Tatuaggi sui bicipiti e capello lungo selvaggio che chissà che pensieri fanno venire mentre magari è uno di quei tipi romantici e dolci.

Ma non tergiversiamo che poi tutte stamattina ste canzoni?

Ditelo che ce l ‘avete con me, io che odio ricordare, che voglio pensare solo al futuro. Poi giusto per finire in bellezza arriva lui, la voce roca di Califano con il suo “un’estate fa” che non è legata a nessun ricordo ma che ogni volta mi fa un certo effetto. Chissà perché poi. Sarà la voce, sarà la storia romantica non lo so ma resta il fatto che è una delle mie canzoni preferite. Se e quando capito in un piano bar la chiedo sempre.

Il must resta però sempre lui, la palma d’onore tra le canzoni della mi vita c’è il mito, Lucio Battisti legato a ricordi di serate in spiaggia con una chitarra e una bottiglia di birra che girava in cerchio e che si beveva a turno.

Ricordi di luna piena, di estati senza pensieri e poi di gite in auto verso il lago.
Stamattina il suo “acqua azzurra acqua chiara” e di colpo sono stati spazzati via anni e anni e anni. Porca miseria quanti. Meglio non pensarci.

Giusto per finire in bellezza è arrivata poi la PFM, ve li ricordate? La cassetta, avevo quella ebbene si, c’erano le cassette ai tempi, quella con il pezzo “suonare suonare” credo di averne consumate un paio almeno. Legata alle prime vacanze senza mamma e papà, quella col fidanzatino verso il mare del sud.

Eh niente stamattina qualcuno ha pensato bene di regalarmi una bella carrellata di ricordi, ho rivissuto alcuni pezzi importanti della mia vita.

Poi ovvio la ragione ha avuto la meglio e ho cambiato canale. Non ne potevo più. Non sono così romantica e anzi mi è venuto pure un pochino di ansia pensare a quanto passato c’è nella mia vita. No no, voglio guardare solo avanti che chissà cosa mi aspetta ancora.

Certo che però, porca miseria, ma quanta vita ho già avuto? E quante canzoni.

Catia.