Gli sbalzi d’umore credo di averli sempre avuti, gli scatti d’ira anche e con la concentrazione e la memoria ho avuto difficoltà fin da piccola. Ora do la colpa all’età ma quindi che significa: che sono nata già vecchia? Eppure mi ricordo benissimo della mia “me” durante quasi tutti gli stadi. Ho qualche vuoto della prima infanzia per ovvie ragioni ma poi ricordo quasi tutto.

Ricordi

Dai sandali con la zeppa e la minigonna a pieghe blu quando ero in terza media fino al primo bikini serio: bianco e nero a strisce con minuscoli laccetti ai fianchi. Pesavo parecchi chili meno di oggi, capelli lunghi fin sotto al sedere e molti meno anni di quelli di adesso.

Strana riflessione capire come, in fondo, tutto giri attorno a due parametri: l’età e il peso e ci sono solo pochi anni in cui nella vita entrambi sono bassi.

Poi al ritmo di almeno un chilo e un anno per volta si cresce finché una mattina scopri che il tuo addome non è piatto e che nonostante gli sforzi a tavola e in palestra hai una bella ciambella in vita.

Insomma in un attimo ti ritrovi una senior con una lieve sofferenza di ansia e tristezza e altri problemi. In menopausa per farla breve.

Per fortuna hanno coniato il termine Fifty

Per fortuna che adesso con gli inglesismi hanno coniato il termine fifty che pare un tantino meglio ma il senso resta quello. Sto cavolo di salvagente poi disturba, non si allacciano i pantaloni ma questo è un problema non problema.

Anni che passano

Certo perché la cosa davvero seria è che sopra ai pantaloni devi mettere camicie e magliette ampie ma non troppo perché si, la pancia bisogna nasconderla, ma, non del tutto, altrimenti la gente lo capisce e tu ti senti inadeguata per il semplice fatto che qualcuno possa accorgersi che non sei magra e che stai bleffando.

Pensieri contorti lo so ma, accidenti, fondati.Per fortuna c’è il tacco che salva tutto. Infilare un paio di scarpe col tacco solleva il sedere e l’autostima, ci si sente più forti, potenti e fighe e ancora sexy.

Ma chi riesce a portarli tutto il giorno? Bisogna fare i conti con gli scalini della metro e anche col mal di schiena.

Ebbene si, cominciamo gli acciacchi, quelli un pochino più seri.E che facciamo allora andiamo in giro come delle scappate di casa con le tennis oppure con le ballerine? No, assolutamente, a meno che non siano serie controindicazioni le ballerine no.

Facciamo come le americane

Avete mai visto un’attrice americana con i tacchi in giro in metropolitana a NYC? A parte le ragazze di Sex & the City nessuna, poi lasciate perdere che loro non lavoravano o quasi ma tutte le altre indossano scarpe basse per camminare e correre e nello zainetto nascondono i tacchi.

Quindi il tacco si ma con parsimonia perché l’autostima fa a cazzotti anche con i pregiudizi soprattutto, ahimè, delle altre donne. Trovare chi appoggia il fatto che una fifty possa avere ancora voglia di fare, di mettersi in gioco, non è facile.

Poi ci sono le altre

Ci sono donne che non accettano il passare degli anni e che per questo mettono in scena ogni giorno il lamentificio, che si adagiano in un ruolo che non vogliono ma “tanto la vita è questa”.

Donne che per mille e mila motivi hanno perso la voglia di vivere e che pensano di essere finite. Certo non sarà di certo un tacco a salvare la vita, ci sono cose decisamente più importanti ma perché non cominciare con questo intanto?

Finire a fare la nonna, sotto un ombrellone a leggere un libro d’amore e rimpiangere quello che non ho voluto fare anche no, mi spiace ma non ci sto. Finché c’è vita c’è speranza. O no?

Eppoi sono una fifty del terzo millennio!

Catia