Bondage e bdsm

Bondage… Parola francese che, oltre al significato letterale (servitù), evoca un intero mondo legato (letteralmente) al sesso.

Oltre al termine Bondage, viene spesso usato l’acronimo BDSM. Bondage, Dominazione, Sadismo, Masochismo. Questo in italiano il significato dell’acronimo.

Anche una canzone

Ho adorato la canzone delle sciacquy pop Rhianna e Britney Spears che si intitola a appunto “BDSM”

Ed eccomi ad aperitivare con le amiche. Tiro fuori l’argomento e cominciamo a parlarne. Quasi subito capisco che per tutte noi la pratica del bondage è legata all’idea della legatura con foulard e bende, magari con contorno di intimo a tema e manette coi peluche.Insomma un soft bondage.

Dopo la trilogia tutto è cambiato

Va benissimo anche quello, specialmente dopo l’exploit della trilogia delle Sfumature ( che io mi sono rifiutata di leggere o guardare). Qualcuna di noi conferma di aver provato, ma nessuna ammette di amare la pratica. Me compresa.

Personalmente non amo il dolore e accetto poco la sottomissione. Anche l’idea di essere io a far male a qualcuno, anche se consenziente, mi dà i brividi… E non di piacere. Poi mi annoia.Però mi piace l’abbigliamento e l’intimo stile sado/maso. E piace a diverse delle mie amiche. Forse perché sembra trasgressivo senza esserlo realmente.

Una di noi dice che negli ultimi anni ha cambiato un po’ gusti e le piace il sesso più rude, con sculacciare, qualche morso leggero e un po’ di forza, sia da parte sua che del partner. Si vabbè, ma non è che lo possiamo chiamare BDSM!

Chiedo se qualcuna conosce chi pratica “sul serio” la BDSM, ma pare che nessuna di noi abbia a che fare con dominatrici o dominatori. Ma allora si nascondono?

Si fa ma non si dice

Di sicuro non è una pratica che viene sbandierata ai 4 venti. Cerco informazioni nel vasto mondo del web e trovo spiegazioni di ogni sorta, dalle tecniche per fare i nodi, con tanto di nomi: la tecnica di legatura orientale si chiama Shibari, mentre una delle tecniche giapponesi si chiama Hishi; alle regole della pratica. Certo, ci sono regole da rispettare perché sono giochi pericolosi e potrebbero finire male.

Si può addirittura arrivare a stilare un contratto che dica cosa si può o non si può fare tra i partner. Ed assolutamente necessaria è la parola di sicurezza: una parola chiave che si pronuncia quando si vuole che il gioco si interrompa.

Insomma mi rendo conto che bisogna davvero avere una grande fiducia nel partner, per lasciarsi andare così.

Trovo anche una vasta bibliografia :
De Sade (già letti un paio di libri)
Histoire d’O (anche lui già letto ed ho letto anche il seguito)
Altri libri ed autori più o meno noti.

Ricordo un romanzo del mitico Stephen King “Il gioco di Gerald”. Era la storia di una coppia che andava in un capanno su un lago deserto (ma dai!) a praticare l’ arte della BDSM, lui moriva e lei restava per giorni ammanettata al letto con visioni infernali che la tiravano pazza. Non vi dico la fine per non spoilerare chi pensa di leggerlo.

Ecco, lì ho definitivamente capito che la cosa non fa per me. Rimaniamo con la curiosità di poterne parlare seriamente con chi pratica questo tipo di giochi, per saperne di più.

Drinkiamo ancora un po’ ma sono certa che ognuna di noi ha in mente lacci e frustini…

È ora di salutarci. Come sempre non abbiamo raggiunto conclusioni alle nostre discussioni, ma ci lasciamo sapendo che alla prossima serata parleremo di argomenti sempre interessanti.

Cin cin
LaVanda

By |2018-10-08T20:06:36+00:00settembre 14th, 2018|Categories: Blog, L'aperitivo con LaVanda|Tags: , , , , |

About the Author:

Ciao, sono LaVanda pseudonimo di Daniela. Sono nata sulle rive dello splendido mare siciliano ma sono stata immediatamente adottata dal tentacolare hinterland milanese. Curiosa e ottimista fino allo sfinimento, accumulatrice compulsiva di esperienze ed emozioni. single. Amo uscire con gli amici e chiacchierare davanti ad un drink o ad una buona cena. Con me non vi annoierete di sicuro. LaVanda

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