Non c’è niente da fare, se ti arriva quella voglia di cambiare il colore dei capelli la devi prendere al volo e fissare subito l’appuntamento prima che possa fuggire lontana e magari non tornare più. Quindi dopo una veloce controllata alla ricrescita che ha già raggiunto livelli da “ma n’do vai co ste due dita di grigio topo” acchiappo il telefono e chiamo la Vale, la mia parrucchiera di fiducia.

Quando chiami all’ultimo e lei ha comunque posto

Per fortuna oggi ha un buco subito dopo pranzo, quindi il mio beverone proteico che come sempre mi salva il punto vita e la vita, una doccia veloce, jeans e i miei nuovi stivaletti da battaglia, anti freddo, quelli, per intenderci, che ci puoi correre su e giù per tutte le scale delle metro di Milano senza rischio di cadere o scivolare e via che vado.

Mentre guido decido di non tagliare i capelli: ho freddissimo alle orecchie la mattina e la sera e non sopporto i cappelli quindi non si taglia! Su sto punto non transigo.

L’indecisione per il colore

Sono abbastanza indecisa sul colore: che faccio continuo con questo castano cioccolato invernale o mi lancio? Boh, ci penserò. Intanto arrivo, mi siedo, mi faccio vestire dalla mantellina bianca delle tinte e aspetto fiduciosa il mio turno smaneggiando su facciadalibro dal fonino per vedere cosa fanno le mie sciacquette.

Altre due signore sono li, una in attesa di essere presa in carico mentre legge una rivista di pettegolezzi,  l’altra la stanno fonando da sotto in su ed ha  la faccia ricoperta di capelli, tipo il cugino IT avete presente?

Come in una serie Tv

Una battuta, poi un’altra e capisci che le serie tv hanno un senso perché all’improvviso siamo noi le attrici della serie e mentre i discorsi spaziano da come imparare a camminare sui tacchi a quel fidanzato che non è più attento come prima, alla palestra che inizieremo tutte il prossimo lunedì viene automatico sorridersi e raccontarsi senza conoscersi.

Esattamente come in una puntata del “bello delle donne” c’è tutto come nella serie : la parrucchiera, gli specchi, il rumore del fon, gli asciugamani color pastello e la musica di sottofondo.

Ci scappa persino il racconto di quel massaggio fatto da un operatore bravo, ma che dico bravo, bravissimo e soprattutto figo. Certo perché bravura e figaggine vanno d’accordissimo e se insieme ci si mette una testa di ricci scuri e una bocca carnosa il gioco è fatto.

Chissà cosa mettono dentro la pappina del colore

Chissà che pensieri sotto quella pappina colorata che abbiamo in testa, quella pappina magica che sconfigge il grigio topo  che imperterrito avanza.

Non mi è mai piaciuto il grigio, un colore non colore che mi ricorda lo smog di Londra e Milano “Brr che brutta roba”, figurarsi il grigio topo.

Molto meglio il color cioccolato, un classico che fa molto giovane signora e non sciuretta. Riuscite a percepire la differenza? E’ molto sottile ammetto e bisogna vivere nell’hinterland milanese per afferrarla in pieno ma ce la potete fare, siete donne bellezze!

Quindi color cioccolato? Assolutamente no, vi pare? Very normal people noi non ne vogliamo e  do l’ok per un  effetto luce come dire “infuocato”.

La mia faccia ha ripreso colore, quella della Vale e delle mie compagne di avventura anche. La voglia di cambiamento ampiamente soddisfatta anche se, forse, una sforbiciata al ciuffo era da fare. Vabbè ci penseremo la prossima volta, per ora accontentiamoci di aver vinto sul color topo morto per almeno 3 settimane.

Catia