Qualche giorno fa verso sera, spaparanzata sul divano con attorno l’ultimo libro da leggere, il MAC ed un po’ di riviste sparse, mi cade l’occhio su un articolo dal titolo  “bon ton a tavola” con indicati i comportamenti  educati e non.

Un sorriso mi ha increspato la bocca quando tra le cose “maleducate” è stata nominata sua maestà la scarpetta: per il galateo quindi è educato lasciare  nel piatto la puccia dello spezzatino piuttosto che il sugo della matriciana o dell’arrabbiata  ed è maleducato ripulire con il pane il piatto.

Ma siamo matti?

Cosa c’è di più gudurioso che prendere un bel pezzo di pane, magari di quello buono e raccogliere con avidità l’intingolo rimasto e  magari poi succhiarsi per bene e dita in bocca per pulirle?

A mio parere, se fatto ovviamente con un certo stile, è quasi erotico vedere una donna o un uomo gustarsi in pieno quello che è stato messo nel piatto, ed è indubbio che la relazione tra apprezzare il cibo e godersi il piacere tra le lenzuola è strettamente collegato.

E la mente torna ad una cena di parecchi anni fa con la mitica Sole, altri amici e un paio di pentoloni pieni di cozze alla tarantina, con tanto pomodoro.

Ricordo il profumo del cibo e le risate, le bottiglie di vino che sembravano essere bucate da quanto poco tempo riuscivano a rimanere piene e quella visione…..pagnotte di pane tagliate a fette e messe in tavola così come veniva, del galateo e della forma non ci curavamo di certo.

E poi lei, Sole che con sguardo orgiastico prende la prima fetta di pane e la puccia con nonchalance nella pentola per tirare su il sugo rimasto. Gli occhi persi e la bocca piena piegata a sorriso e subito tutti a copiarla facendo fuori in pochi minuti tutto il buono che il bon ton voleva fosse buttato.

Che dire, serata rimasta tra molte nella storia ed ancora oggi  a distanza di anni ogni volta che ho davanti delle cozze penso a quella scarpettata di gruppo con affetto.

Alla faccia del galateo dico: w la scarpetta in compagnia!

Catia