Gli alberi danzaniti. Fantasia ed immaginazione, pensiamo all’effetto di queste due doti insieme ad una giornata di sole in uno scenario di un magnifico parco dell’hinterland milanese con tanta musica dal vivo. Mettiamoci poi che da sempre mi immagino di vedere figure nella forma delle nuvole, nei colori del cielo e nei tronchi degli alberi dove gli altri ovviamente non notano nulla di nulla e sopportano con affetto e sguardi ironici questo mio modo di “essere”.

Domenica eravamo con un po’ di amici e l’immancabile Claudia al parco ad assistere ad una manifestazione di musica, una moderna Woodstock liberamente ispirata a quella più famosa avvenuta qualche decennio fa quando, rilassata e sdraiata sul prato mi sono assopita lasciandomi cullare dalle note un po’ forti delle chitarre.

Riapro gli occhi con lo sguardo verso il cielo e questi due meravigliosi pioppi che mi fanno ombra sembra che stiano…danzando. Non è possibile mi dico, gli alberi non possono sentire la musica, non hanno le orecchie! E nemmeno braccia e gambe per muoversi!

Ma poi gli alberi danzano davvero?

Eppure poi guardandoli bene le loro cime andavano proprio a tempo trasformandosi in figure armoniche che si abbracciavano e si rincorrevano nel vento accompagnati da uno stormo di rondinini e da un tramonto rosa acceso.
All’improvviso mi accorgo di due occhi enormi che mi scrutano con affetto per realizzare subito dopo che Il pioppo che mi stava di fronte ha due enormi segni di una potatura passata che sembrano proprio orbite vuote, ma giuro, sembrava che mi stesse guardando.

Ero improvvisamente finita nel bel mezzo della foresta di fangorn nella saga del Signore degli anelli ed ero in mezzo ai barbalbero? Oppure devo dare la colpa al troppo sole e al vino bianco? La mia amica Claudia mi strizza l’occhio, sa che proprio non c’è speranza per me: troppo romantica e visionaria.

Oppure davvero anche gli alberi danzano? Vabbè basta sole per oggi.

Catia